Officine dell’arte.FDV Lab_visiting professor Stefano Arienti

13 December, 2011

a cura di Chiara Agnello e Milovan Farronato
13.12. > 28.01.2012

Careof e Viafarini inaugurano negli spazi della Fabbrica del Vapore la mostra collettiva degli artisti dall’Archivio DOCVA coordinati dai visiting professor Stefano Arienti e Italo Zuffi. I due artisti hanno condotto da settembre a novembre due workshop negli spazi delle residenze FDV Residency Program e VIR Viafarini-in-residence, gestite dalle due organizzazioni.
Il progetto è stato ideato e promosso in collaborazione con Regione Lombardia e con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.
I due workshop e la mostra coinvolgono ventisei artisti: con Stefano Arienti hanno lavorato Marco Belfiore, Gaia Carboni, Sara Enrico, Emila Faro, Niccolò Gandolfi, Gabriele Garavaglia, Katja Noppes, Richard Sympson, Felice Serreli, Marcello Spada, Carloalberto Treccani; con Italo Zuffi hanno lavorato Sara Benaglia, Filippo Berta, Gianluca Concialdi, Ilaria Cuccagna, Mariana Ferratto, Tony Fiorentino, Alessandro Laita, Andrea Mineo, Serena Osti, Ambra Pittoni, Iacopo Seri, Francesco Sollazzo e Alberto Venturini. Giada Lusardi, studentessa presso l’Università degli Studi di Parma, ha seguito i vari momenti di questo secondo laboratorio tentandone una restituzione in forma di diario. I laboratori hanno preso avvio dalle tematiche proposte da Stefano Arienti e Italo Zuffi.

Stefano Arienti ha avviato un processo di consapevolezza verso l’immagine attraverso un’attenta indagine che ha investito ogni ambito del visibile evidenziando da un lato la molteplicità spesso trascurata di ciò che ci appare di fronte; dall’altro, la tendenza del nostro sguardo, viziato dalla consuetudine, ad accettare in modo acritico e passivo quanto ci circonda. La sua attenzione si è focalizzata inoltre sui materiali e le tecniche attraverso le quali le immagini vengono costruite e presentate. Così un libro può mutarsi in un volume, un fumetto in un cilindro e un disegno recuperare la forma plastica che prima solo mimava.

Italo Zuffi ha invece proposto un laboratorio strutturato attorno all’utilizzo del corpo come mezzo e luogo espressivo, rivolto soprattutto a chi fosse stato interessato a maturare una pratica performativa, con la possibilità di sperimentare tra gesto, azione e uso della parola, fino alla creazione di oggetti o all’intervento installativo. Nel corso degli incontri, l’esercizio, la discussione e il pensiero sono stati sviluppati tenendo fermo il concetto di non-spettacolarità, definendo inoltre una serie di parole o temi nei quali potersi riconoscere, e utilizzati per l’elaborazione di manifestazioni intense e personali.

Gli artisti selezionati hanno avuto modo di confrontare il proprio lavoro con quello dei visiting professor: da questo dialogo ha preso forma il percorso espositivo allestito negli spazi di Careof e Viafarini. Gli esiti del progetto saranno documentati da un catalogo, che uscirà in gennaio edito da Silvana Editoriale, realizzato grazie alla collaborazione tra gli art director Tommaso Garner e Francesco Valtolina e con la curatela di Chiara Agnello e Milovan Farronato.

in collaborazione con Regione Lombardia e GAMeC
con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Banca del Monte di Lombardia